caro simone
ciao a tutti.
oggi sfrutto questo spazio per scrivere due righe a simone cristicchi.
vi inviterei però prima a leggere quello che cristicchi ha dichiarato su corriere.it. Basta cliccare sulle parole in azzurro.
fatto?!?
bene, adesso posso rispondere, in qualità di supervisor della programmazione musicale di una radio nazionale, play radio, la scelta della cui musica è fatta da una persona di sensibilità artistica straordinaria come alex benedetti.
sono un po' stanco degli artisti che si lamentano della ottusità delle radio, questi mostri cattivi che non programmano le genialità degli artisti, questi lupi mannari che castrano la crescita dei nuovi fenomeni. c'è un solo criterio nelle scelte di programmazione della mia radio: il principio del bello. faccio quotidianamente lotte con chi vorrebbe che facessi una radio più banale, più facile, più scontata, perchè credo ci sia spazio anche per chi propone pezzi semplicemente belli, anche se sconosciuti.
ma nel caso tuo, caro simone, siamo di fronte ad un brano che davanti a questo principio si ferma. Non è questione di censura, nè di scarsa capacità di giudizio, ma di fare belle o brutte canzoni. questa, a mio avviso, è semplicemente brutta. tu sei libero di scrivere canzoni a nostro giudizio brutte come questa, noi siamo liberi di non suonarla, per pudore, non per volontà di censurare.
ieri sera ho visto la presentazione del disco di questa ragazza:
si chiama ayo, con l'accento sulla o.
ha presentato un album straordinario, con pezzi da brivido, compreso "down on my knees", che fa venire la pelle d'oca. caro simone, è sconosciuta, non l'ha mai sentita nessuno, forse non sarà nemmeno un successo, ma per lei c'è posto. per capire perchè, basta che ascolti il disco... ci arrivi da solo.
buona giornata a tutti! torno in onda...
